Neither
(2014)
Romeo Castellucci
Ruhr Triennale, DE
Neither
(2014)
Romeo Castellucci
Ruhr Triennale, DE
OPERE REALIZZATE
Treno a dimensione naturale con automazioni
Automazioni
Maschere
Protesi
Scena e sculture
PRODUZIONE
Ruhr Triennale 2014, Jahrhunderthalle Bochum, DE
TOURNEÈ
The Manchester Int. Festival, UK
Ruhr Triennale 2014, DE
NOTE
Composizione — Morton Feldman
Regia e Scena — Romeo Castellucci
Direzione musicale — Emilio Pomàrico
Assistente alla regia — Silvia Costa
Drammaturgia — Piersandra Di Matteo, Stephan Buchberger
Costruzione delle sculture in scena, maschere, treno, effetti speciali, oggetti di scena – Plastikart Studio Giovanna Amoroso & Istvan Zimmermann
Treno in scala 1:1, lungo 60 m, alto 4,5 m, largo 3,20 m. Con automazione per il vapore, per il movimento e per il funzionamento delle ruote.
Progettazione sonora – Holger Schwark
Assistente Luce — Giulio Bernardi
Con — Laura Aikin (Soprano), Sergio Scarlatella, Statisterie der Ruhrtriennale, Duisburger Philharmoniker
Produzione: Triennale della Ruhr 2014. Jahrhunderthalle Bochum. Germania
Foto: Peter E. Rytz
Installazione del treno: lo staff tecnico di Jahrhunderthalle, Bochum, Ruhr Triennale.
Un ringraziamento speciale allo staff dello Studio Plastikart Giovanna Amoroso & Istvan Zimmermann: Simone Zappoli, Patrizio Virzì, Giuseppe Palascino, Anton Roca, Michele Golinucci, Gianni Francia, Giorgio Ritucci, Cecilia Ropolo, Francesco Ferretti, Antonio Trebbi, Chiara Porto, Silvia Vindigni, Riccardo Canali, Luca Gobbi.
Quando Morton Feldman e Samuel Beckett si incontrarono per la prima volta a Berlino nel 1976, si trovarono subito d’accordo sul loro disprezzo per l’opera lirica. Feldman non sapeva esattamente cosa volesse da Beckett e parlò di qualcosa di astratto, di qualcosa di in sospeso. Beckett annotò alcune parole e promise di svilupparle in seguito. In attesa del testo, Feldman iniziò la composizione, ricevendo infine una breve lettera da Beckett con dieci righe di testo: una costruzione astratta di 87 parole intitolata Neither.
Neither di Morton Feldman può essere interpretato come un tentativo di ridefinire il genere dell’opera al di là dei modelli tradizionali, rendendolo un’altra opera unica del XX secolo presentata nel programma della Ruhrtriennale. La musica di Neither si muove con sfumature delicate e stati mutevoli. Le trame ritmiche che si sovrappongono come ombre mantengono la musica sospesa, generando un senso di costante ansia. La voce solitaria del soprano amplifica questa impressione con le sue ripetizioni e le miniature di serie di note, permettendo al testo di Beckett di dissolversi completamente nel suono.
Per Romeo Castellucci, il titolo Neither è la chiave dell’opera e della sua messa in scena. Castellucci trasforma i contrasti intrecciati nel testo, l’oscillazione tra sé e non-sé e l’oscillazione della musica tra suono e silenzio in immagini teatrali minacciose e piene di tensione irrisolta. Il risultato è un’atmosfera enigmatica che prende come punto di riferimento l’intensità e gli schemi psicologici del film noir americano, senza però riprenderne la logica narrativa.
Da oltre vent’anni ormai, il regista italiano Romeo Castellucci lavora a un teatro che non solo trasgredisce i propri limiti, ma li abolisce completamente. Castellucci, il cui FOLK è stato rappresentato nel 2012 alla Ruhrtriennale, metterà in scena anche Le Sacre du Printemps di Stravinsky al festival di quest’anno.
Per questa esibizione, Emilio Pomàrico, che conosce molto bene Neither di Feldman, dirigerà la Duisburger Philharmoniker, mentre la solista sarà il soprano statunitense Laura Aikin.
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